Significato di Genius loci

Cosa vuol dire Genius loci? Trova il 6 significato della parola Genius loci. Puoi anche aggiungere una definizione per Genius loci

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Genius loci


genio del luogo
Origine studiodostuni.it

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GENIUS LOCI


Il Dio locale che abbraccia, nella sua Unità, tutta la Natura. Nato nelle ultime sottorazze della Quinta Razza Madre, era il Dio del Fuoco (simboleggiato dal tuono come Giove, o Agni), il Dio dell'Acqua (simboleggiato dal fiume, da Varuna, da Nettuno), il Dio dell'Aria (simboleggiato dagli uragani, dalle tempeste, da Vayu, da Indra), il Dio della Terra (simboleggiato dai terremoti, da Plutone, da Yama).
Origine teosofica.org

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genius loci


Espressione latina che indica "lo spiritello di un luogo", in riferimento alle religioni antiche che spesso associavano a boschetti o altri paesaggi naturali la presenza di un nume tutelare, un genio, una piccola divinità che vegliava sulla natura (cfr. Tom Bombadil ne Il Signore degli Anelli). Per estensione, "il genius loci" è una figura che finisce per essere un tutt'uno col luogo che protegge, diventandone il simbolo vivente.
Origine guerrestellari.net

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Genius loci


Il Genius loci è un'entità naturale e soprannaturale legata a un luogo e oggetto di culto nella religione romana. Tale associazione tra Genio e luogo fisico si originò forse dall'assimilazione del Genio con i Lari a partire dall'età augustea. Secondo Servio, infatti, nullus locus sine Genio (nessun luogo è senza un Genio) (Commento all'Eneide, 5, 95). Nel neopaganesimo, secondo il Movimento Tradizionale Romano, il Genius loci non va confuso con il Lare perché questi è il Genio del luogo posseduto dall'uomo o che l'uomo attraversa (come i Lari Compitali e i Lari Permarini), mentre il Genius loci è il Genio del luogo abitato e frequentato dall'uomo. Inoltre quando si invoca il Genius loci bisogna precisare sive mas sive foemina ("che sia maschio o che sia femmina") perché non se ne conosce il genere.
Origine it.wikipedia.org

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Genius loci


Genius loci. Paesaggio ambiente architettura è un saggio di Christian Norberg-Schulz. Christian Norberg-Schulz scrisse questo libro con il preciso scopo di ovviare a una lacuna fino ad allora presente: creare una fenomenologia dell'architettura. Certamente influenzato dal clima esistenzialista che pervadeva l'Europa e profondamente interessato alle problematiche intimiste studia l'architettura e soprattutto il suo modo di inserirsi nel territorio e le modalità in cui questa può trasformarlo in luogo. Proprio il luogo è il centro della sua riflessione ed è visto come un sito con una precisa identità, sempre riconoscibile, con caratteri che possono essere eterni o mutevoli. Fondamentale è la distinzione tra luogo naturale e luogo artificiale, entrambi distinti nelle categorie romantico, cosmico e classico. È romantico ciò che colpisce e spaventa, esprime le forze ctonie della natura e per questo motivo tocca gli aspetti più profondi della psiche umana. Ciò avviene in genere per paesaggi e città nordiche come Praga. Il paesaggio cosmico è vastissimo, lo sguardo si perde nell'orizzonte infinito e indistinto come quello del deserto. Il cielo altissimo e perfetto sembra necessariamente espressione di un ordine cosmico. Non a caso sono questi i paesaggi che hanno ispirato le religioni monoteiste. Un esempio di luogo artificiale cosmico è l'affascinante città di Khartoum sorta nel punto di incontro di Nilo blu e Nilo bianco. Il paesaggio classico è tipicamente quello greco o italiano: vario, a misura d'uomo a differenza del microcosmo romantico o del macrocosmo cosmico. L'architettura deve rispettare il luogo, integrarsi con esso, ascoltare cioè il suo genius loci. Quest'ultima è un'espressione tipicamente romana collegata a tutto ciò che il luogo è e che vuole essere. Non a caso un architetto molto apprezzato da Schulz quale Khan si chiede cosa voglia anche un singolo determinato materiale. Quello di Schulz, come lui stesso chiarisce, non è un determinismo naturale, non sostiene che in un determinato luogo esiste una sola architettura possibile, tuttavia l'architettura deve interpretare e essere compatibile con il luogo. L'ultimo capitolo degli otto che compongono il libro si addentra direttamente negli aspetti dell'urbanistica fino a quale punto sono deducibili. Il suo è un duro attacco alle città del ventesimo secolo sorte attraverso la riproposizione sconsiderata su larga scala dei modelli dei maestri dell'architettura quali Le Corbusier, Wright o Louis Kahn. Il risultato è stato quello di creare dei non-luoghi che, come chiarito da Kevin Lynch, portano necessariamente, secondo uno schema marxista di struttura e sovrastruttura, all'alienazione.
Origine it.wikipedia.org

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Genius loci


al di là del significato letterale "genius loci" significa anche "il fascino del luogo"
roberto acceso 2016-09-21


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